La Silva Brutia

Sulle arrotondate dorsali e sui dolci declivi così come nelle interposte valli e conche e tutt’intorno ai laghi dell’altopiano silano domina imponente e vigoroso il bosco: pinete di pino laricio e faggete (a fustaia o ceduo) a cui, in modo sporadico o in gruppi più o meno estesi, si associano, si frappongono e si accompagnano abeti, pioppi tremoli, cerri, castagni, aceri, ontani, frassini, olmi, agrifogli, ecc.. E, giustapposti, pascoli e campi in un’alternanza che, frazionando il bosco, disegna e caratterizza il paesaggio: pacato e austero e, a un tempo, semplice e solenne. L’attuale foresta configura quanto rimane del più vasto rivestimento selvoso dell’Italia Meridionale: da sempre sicuro punto di riferimento di ingente rilevanza economica; nel passato fonte inesauribile di legno e resina: materie prime preziose per costruzioni. A ciò basti la testimonianza di DIONIGI di ALICARNASSO: “….I Bruzi furono costretti a cedere ai romani una metà della loro regione montana che è detta Selva, piena di legno atto a edificazioni di case e navi e qualsivoglia uso a cui il legno si presta

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